«Voglio solo essere me stessa» Una molestatrice trans chiede il trucco in prigione, sostiene di essere una «vittima dell’odio» perché non viene trattata come una donna

Por Alexander López
11 May, 2026

TRUCCO O GIUSTIZIA: IL CASO DI ISLA BRYSON CHE METTE I DIRITTI TRANS CONTRO L’ORRORE DELLO STUPRO

Il caso di Isla Bryson, una donna trans britannica, ha ancora una volta messo in crisi il sistema carcerario e scatenato un’ondata di indignazione globale. Condannata a otto anni di carcere per aver abusato di due donne nel 2016 e nel 2019 (quando si identificava ancora come Adam Graham), Bryson è diventata il centro di una controversia che mescola identità di genere, politica criminale e il dolore delle vittime.

Dal carcere femminile al carcere maschile La controversia è iniziata quando, dopo la sua transizione e la condanna, Bryson è stata inizialmente inviata in un carcere femminile. Sotto pressione, il governo scozzese ha ordinato il suo trasferimento in un carcere maschile.

Le lamentele dalla cella Dal suo nuovo luogo di detenzione, Bryson ha denunciato di essere vittima di «transfobia» sistemica da parte del personale carcerario. In una serie di dichiarazioni che hanno infiammato i social media, la doppia molestatrice trans sostiene che le venga negato l’accesso a trucco e lingerie, cosa che considera un «crimine d’odio».

Secondo le notizie, la detenuta trans ha persino suggerito che il trattamento che riceve nel carcere maschile sia paragonabile o persino peggiore dell’orrore che lei stessa ha inflitto alle sue vittime biologicamente femmine.

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