
Tutto è iniziato con una tana.
Nel 2020, il CADIC, un centro scientifico del CONICET a Ushuaia, scoprì che i conigli europei stavano indebolendo le fondamenta del suo edificio. La soluzione proposta fu radicale: fosfuro di alluminio, un composto che rilascia gas fosfina e che l’OMS classifica come estremamente tossico. Le organizzazioni per la protezione degli animali portarono il caso in tribunale e il giudice federale Federico Calvete fermò l’abbattimento.
Ora, anni dopo, il caso si è chiuso con una frase che riecheggia ben oltre la Terra del Fuoco: i conigli sono esseri senzienti e non possono essere trattati come un’automobile o come un immobile. Il dettaglio è che questa stessa specie fu introdotta nel 1936 con appena due coppie e oggi conta milioni di esemplari, che lo stesso Ministero dell’Ambiente considera una minaccia alla biodiversità e perfino alla sicurezza dell’aeroporto di Ushuaia.
Che cosa pesa di più: il diritto a non soffrire o il danno causato da una specie al di fuori del suo ambiente naturale?
