

Zion Harvey aveva appena 2 anni quando la sepsi gli portò via le mani e i piedi.
L’infezione era così aggressiva da danneggiare anche i suoi reni e, quando aveva 4 anni, sua madre, Pattie Ray, donò uno dei suoi per salvargli la vita. Ma ciò che accadde dopo è ciò che lo rese un caso unico nella storia della medicina: nel luglio 2015, a soli 8 anni, Zion fu sottoposto a un intervento chirurgico di 11 ore presso il Children’s Hospital of Philadelphia e diventò il primo bambino al mondo a ricevere un trapianto bilaterale di mani.

Due anni dopo, a 10 anni, scriveva già, si preparava il pranzo e teneva una mazza da baseball con vera forza e coordinazione. Medici come il dottor L. Scott Levin continuarono a studiare il suo cervello per capire come si fosse adattato a percepire e muovere mani che non erano sue dalla nascita. Oggi, ormai vicino ai 20 anni, Zion vive lontano dai riflettori, ma la sua storia resta la prova di quanto lontano possano arrivare un corpo — e una famiglia — quando si rifiutano di arrendersi.

