Por Upsocl
23 agosto, 2021

Attualmente i passaporti vengono emessi secondo le categorie “maschile e femminile”, una situazione, questa, che Christie Elan-Cane vuole cambiare nella speranza che possa esserci una nuova opzione, “X”, che indichi il cosiddetto “genere non identificato”.

Un aspro litigio fra la Corte Suprema del Regno Unito e Christie, nata donna ma che sente di appartenere al genere neutro, si sta diffondendo toccando tematiche delicate come la discriminazione, che a quanto pare, sta investendo anche i passaporti.

Dopo una lunga battaglia legale, questa volta il tribunale ha ascoltato l’ultimo giro di richieste per ottenere passaporti di genere neutro, una battaglia che ha come leader Christie Elan-Cane, 63 anni, che ha definito le leggi attuali come “denigranti”.

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Gli avvocati dell’attivista hanno dichiarato davanti alla Corte Suprema del Regno Unito che il divieto ai passaporti X non è altro che una violazione delle leggi dei diritti umani e che la distinzione maschio-femmina è “intrinsecamente discriminatoria”. 

Attraverso una petizione, l’attuale politica del governo britannico è stata pesantemente criticata per le sue decisioni “denigranti”e “illogiche”. Il fatto è che persone come Christie, che non si sentono identificate con nessun genere, sono costrette per viaggiare a rilasciare delle false dichiarazioni pur di ottenere il passaporto. Una situazione che per la comunità LGBTQ+, “colpisce alla base valori quali l’onestà e l’integrità, tutto quel che ci si aspetta da un governo degno e giusto”.

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“Lo Stato ha fatto qualche passo affinché chi richiede il passaporto non debba avere necessariamente le caratteristiche specifiche del proprio sesso. Ma è illogico che il richiedente non possa ottenere tale documento”. Lei, inoltre, si è anche sottoposta tra gli anni ‘80 e ‘90 ad un’isterectomia e doppia mastectomia finanziata dal Servizio Nazionale della Salute (NHS secondo la sigla inglese).

Intanto, il Ministero degli Interni accetta il fatto che l’identità di genere di una persona possa essere maschile, femminile, di entrambi i generi o di nessuno di questi due, ma continua a sottolineare che malgrado ciò, in un passaporto è necessario “mentire”.

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Infine, occorre precisare che i lavori in corso del governo, per quanto riguarda l’identità non binaria dopo l’udienza della Corte d’Appello dell’anno scorso hanno avuto un ritardo a causa della pandemia.

L’ultima udienza ha avuto luogo e la sentenza verrà pronunciata prossimamente.

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