Il bombo vola con la batteria quasi sempre in rosso. Batte le ali circa 200 volte al secondo e ha un metabolismo così rapido da dover nutrirsi frequentemente per mantenere le proprie riserve di energia. Volare, inoltre, non è gratis: i suoi muscoli devono raggiungere una temperatura minima per funzionare e, quando cala la notte o le temperature scendono troppo, decollare può diventare un compito impossibile.
Ecco perché, quando la notte li sorprende lontano dalla colonia, alcuni fanno qualcosa che a prima vista sembra adorabile, ma è una pura strategia di sopravvivenza: si aggrappano a un fiore e rimangono immobili per ore. I fiori non offrono loro solo un posto a cui aggrapparsi; alcuni possono anche fornire un piccolo riparo dal freddo. I bombi possono nascondersi dentro fiori chiusi, che agiscono come piccole tende termiche, oppure riposare accanto ad altri individui, persino tra gli stami.
Durante il riposo, riducono la loro attività e conservano l’energia di cui avranno bisogno per volare di nuovo. Non riposare ha un costo: un bombo troppo infreddolito non può semplicemente aprire le ali e andarsene, perché i suoi muscoli devono raggiungere una temperatura minima per funzionare. Se anche le sue riserve di energia sono basse, potrebbe non avere abbastanza carburante per riscaldarsi e decollare, restando esposto al freddo più a lungo. All’alba, devono riscaldare di nuovo i muscoli prima di decollare, cosa che ottengono facendo vibrare il corpo e generando calore. E avere un fiore vicino non è affatto un dettaglio: quando si svegliano, possono trovare proprio lì il nettare di cui hanno bisogno per recuperare le forze.


Le femmine di solito tornano al nido, ma possono anche essere costrette a trascorrere la notte fuori se vengono sorprese dal freddo o dall’oscurità. I maschi, invece, possono trascorrere la notte lontano dalla colonia. Così, quello che sembra un bombo semplicemente «addormentato» su un fiore è in realtà una piccola pausa strategica: aspettare il sole per poter volare di nuovo.
