Prima di Trump c’era stato un altro presidente: l’incredibile volta in cui un capo di Stato chiamò la FIFA per cambiare una decisione nel bel mezzo di un Mondiale

Por Pablo Román
9 July, 2026

un vecchio dibattito: fino a che punto i leader politici possono influenzare le decisioni calcistiche?

Ma quello che pochi sanno è che non è la prima volta che accade qualcosa di simile.

Più di sei decenni prima, durante il Mondiale del 1962 in Cile, l’allora presidente cileno Jorge Alessandri intervenne personalmente per cercare di cambiare una decisione della FIFA che avrebbe potuto alterare completamente il corso del torneo.

Tutto accadde dopo che la grande stella del Brasile, Garrincha, fu espulsa nella semifinale contro il Cile. Secondo il regolamento, avrebbe dovuto saltare la finale contro la Cecoslovacchia, un’assenza che avrebbe cambiato completamente l’esito del campionato.

Consapevole dell’importanza che la stella brasiliana aveva per lo spettacolo del Mondiale, Alessandri fece pressioni sulla FIFA affinché la sanzione fosse riconsiderata. Alla fine, l’organizzazione decise di revocare la sospensione e Garrincha poté giocare la finale, in cui il Brasile conquistò il suo secondo titolo mondiale.

La storia ha ripreso slancio dopo che si è saputo che Trump ha parlato con Infantino nel bel mezzo del Mondiale del 2026. Sebbene i due casi siano completamente diversi, molti tifosi hanno ritenuto inevitabile paragonare i due episodi: presidenti che intervengono, in un modo o nell’altro, in momenti decisivi di un Mondiale.

Più di 60 anni dopo, il calcio dimostra ancora una volta che le storie più curiose non accadono sempre sul campo.

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