Una traccia di quasi 30 anni: il Perù conserva il feto di un leone marino morto durante il devastante evento El Niño del 1997

Por Krishna Medina
6 October, 2026

Nelle mani di questa scienziata c’è un cucciolo mai nato.

È un feto di leone marino conservato in formalina, una delle testimonianze più discrete di ciò che El Niño lasciò nel 1997 e nel 1998 a Punta San Juan, sulla costa di Ica, in Perù.

Il riscaldamento straordinario dell’oceano alterò la disponibilità di cibo per gli animali che dipendevano dalla corrente di Humboldt. Per i leoni marini, il disastro coincise anche con una delle fasi più delicate della loro vita: la riproduzione.

A Punta San Juan, più di 2,000 cuccioli di leone marino morirono in una sola settimana. Nel caso delle otarie orsine, le madri dovettero restare in mare tra 10 e 20 giorni alla ricerca di cibo, e i pochi cuccioli che nacquero finirono per morire nel giro di poche settimane, molti di loro di fame.

Le spiagge cominciarono a riempirsi di corpi.

Le popolazioni riuscirono a riprendersi dopo quella catastrofe, anche se la minaccia rappresentata da El Niño non scomparve mai. Gli scienziati continuano a studiare Punta San Juan proprio per capire in che modo i cambiamenti dell’oceano influiscono sulle specie che dipendono da esso.

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Ecco perché il piccolo esemplare conservato in formalina non è soltanto un reperto del passato. È un monito: un oceano che cambia può trasformare rapidamente una costa brulicante di vita in una spiaggia ricoperta di animali morti.

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